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In Italia per le persone transgender – le persone con una identità di genere che non corrisponde al genere assegnato alla nascita – la ricerca della felicità è un percorso in salita, pieno di ostacoli.
Nel nostro Paese esisto pochi Centri specializzati nella presa in carico e nel trattamento della varianza di genere, uno di questi è il Centro per l’incongruenza di genere dell’Ospedale Careggi di Firenze che di recente è stato oggetto di un’investigazione da parte del Ministero della Salute a seguito dell’interrogazione parlamentare a firma dell’on. Gasparri sui “potenziali pericoli per la salute legati alla somministrazione della triptorelina”, il farmaco che sospende in modo temporaneo e reversibile lo sviluppo della pubertà.
Questa interrogazione ha gettato ombre sui percorsi di affermazione di genere, sollevando dubbi e preoccupazioni che alla fine sono risultati del tutto infondati, poiché a indagine ministeriale conclusa non sono state attribuite responsabilità né al Centro per l’incongruenza di genere dell’Ospedale Careggi né all’equipe che ci lavora.
Ma tutto questo accanimento che ha avuto una ampia eco mediatica e ha prodotto un grande dibattito nell’opinione pubblica, che in mancanza di dati e informazioni scientifiche sul tema, si è polarizzata come “a favore” o “contro” questi percorsi di affermazione, senza conoscerli a fondo e senza comprendere il valore e l’urgenza di una presa in carico qualificata di queste famiglie.