
Le ondate di calore anticipate sono le più letali perché colpiscono una popolazione non preparata. Accettare passivamente queste temperature significa mettere in ginocchio la nostra salute pubblica e svuotare le riserve idriche nazionali. È una crisi già in corso.
Pretendiamo che il Governo smetta di gestire il clima come un imprevisto stagionale. Serve un piano nazionale strutturato su due fronti.
Primo: aggredire le cause. Vogliamo un'uscita rapida dalla dipendenza fossile e il taglio drastico delle emissioni. I sussidi ambientalmente dannosi vanno reindirizzati per accelerare la transizione energetica.
Secondo: è gestire i danni sul territorio. Esigiamo protocolli sanitari per proteggere i soggetti vulnerabili e piani straordinari contro la siccità per azzerare le dispersioni delle reti idriche. I Comuni devono ricevere fondi per creare infrastrutture verdi capaci di abbattere le isole di calore urbane.
Arrendersi alla crisi climatica non è un'opzione.
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